Il nome di un angelo

Foglia gialla, la mia bocca
vorrebbe un tuo bacio, perché nella finzione
il ramo assorbirebbe colori
condannandoti a vivere pazzamente
come resusciterebbe me
dalla pazzia di vivere
immaginando di amare
l’autunno che la luce negli occhi di un uomo
fa appassire notando
l’estate che brucia nei miei eterni
nodi acerbi di cespo
non all’altezza dell’albero. 

I miei ranuncoli
ti sfiorano luce se il buio scende
amante, sposo, figlio
di un grembo sterile che non può dare frutti
al seno raggrinzito
ma nei tripudi azzurri già s’ode
un preludio della mia voce leggera confessare
di avere finto per finta
il canto che ti seguiva nel volo.

Senza luce, il bacio della morte è per te
più del mio la vita.

19 pensieri su “Il nome di un angelo

  1. Cara Irene che bellezza di versi. Dopo tanto ti rileggo. E mi fa bene. Non sono più mia cara quella di prima, un immenso dolore, la perdita di mio nipote , figlio di mio fratello, di soli 34 anni, mi ha devastata. Provo a stare su ma i pensieri sono troppo pesanti. Mi muovo ora un po’ tra i blog, ma non so né come né fino a quando. Ti abbraccio. Isabella

Rispondi