Il blu, il rosso, il giallo, un bianco
miscuglio d’ossimori tramontati
nel paesaggio pittorico ai lati
d’ipotetiche figure – arranco (!)

in cerca d’incipit inviolati,
una sottospecie di porto franco
per il vascello assalito dal branco
in conche degli interstizi stellati.

Lungo il tragitto mi scindo nel prisma
scomponendo l’albero alla radice,
la radice in seme, il seme in terra,

la terra nel magma e nel cataclisma,
all’indietro senza fine. Si dice
sia vicina, sempre più, a una guerra

di big bang, una guerra
interna a una massa, forse divina –
io stessa mi sciolgo nella fucina.