Poesie

Il punto (esclamativo)

La luna mesce duri sogni svegli
circa l’oceano chiamato morte.
La notte è spada nei molti risvegli
dalle tue nebbie sempre più distorte
e scassina le gabbie. E le porte
sono dolore e quasi in nulla scegli.
La terra deflorata cassaforte
veste panni turchini quando vegli
uomo rana d’acquari circondati
da vetri in piombo o da schermi e fantasmi
come fossi sulla ninfea serena
in mezzo alle pallottole nei prati
rasi a zero per te dio fra gli orgasmi.
La civiltà benpensante ti frena
lo sparo sulla schiena
ma te lo dà l’opulenza con lame
nel progresso specchio delle tue brame.
E si scioglie il catrame
e liquida vorrà farti affogare
nelle temperature e poi fumare
il caro sublimare
da solido alle stelle che non parlano
mentre di sotto tutti prima ciarlano.

8 pensieri su “Il punto (esclamativo)”

  1. LuxOr dice:

    Bellissimo, meraviglioso caudato. Molto forte e denso. Sento in me una sorta di soffocamento da cui vorrei uscire ed urlare. Sento il mondo che m’imprigiona, l’acquario in cui sono racchiuso. Emozioni profonde e intense. Bellissima. Un caro saluto.

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