Il sigillo cieco

Dolente vai su barca
con un cargo di stelle,
uomini appena colti
per l’orto della vita,

là fiori capovolti
senza più le stampelle
rinchiusi a doppia chiave
si fanno una dormita

e tu solinga morte
non saprai mai se quelli
che porti in alto ascoltino
l’ambita libertà

né guardi i loro volti
annegati di luce
sulla terra riarsa
che li rinverdirà,

né distingui da loro
il guano, né l’oro
sulla strada impervia e diritta
che tracci avanti

e indietro.

Comments

  1. te lo dico in tutta franchezza, la tua poesia, così ben costruita e vagamente vintage, piace ogni giorno di più: mandamene qualcuna con nota bio e foto che vorrei farti un articolo su amArgine, ciao

  2. Colpisce questo viaggio della morte. Lo hai raccontato in maniera coinvolgente. mi piace molto. Soprattutto immaginarla come da te descritta nella prima quartina. E poi il titolo con quella parola, ” sigillo” che tanto ricorda il ”settimo” di Bergman. Brava. Un sorriso. Isabella

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