Il sigillo cieco

Dolente vai su barca
con un cargo di stelle,
uomini appena colti
per l’orto della vita,

là fiori capovolti
senza più le stampelle
rinchiusi a doppia chiave
si fanno una dormita

e tu solinga morte
non saprai mai se quelli
che porti in alto ascoltino
l’ambita libertà

né guardi i loro volti
annegati di luce
sulla terra riarsa
che li rinverdirà,

né distingui da loro
il guano, né l’oro
sulla strada impervia e diritta
che tracci avanti

e indietro.

8 Comments

  • almerighi

    6 Lug 2018 at 12:22 Rispondi

    te lo dico in tutta franchezza, la tua poesia, così ben costruita e vagamente vintage, piace ogni giorno di più: mandamene qualcuna con nota bio e foto che vorrei farti un articolo su amArgine, ciao

  • tachimio

    28 Giu 2018 at 19:04 Rispondi

    Colpisce questo viaggio della morte. Lo hai raccontato in maniera coinvolgente. mi piace molto. Soprattutto immaginarla come da te descritta nella prima quartina. E poi il titolo con quella parola, ” sigillo” che tanto ricorda il ”settimo” di Bergman. Brava. Un sorriso. Isabella

    • ilcielostellatodentrodime

      28 Giu 2018 at 19:08 Rispondi

      Sono felice d’averti colpita. Sì, ho usato la parola “sigillo” ispirandomi al noto film Il settimo sigillo. Lo vidi anni fa.

      I.

      • tachimio

        29 Giu 2018 at 7:17

        Un film che vale la pena vedere sempre.

      • almerighi

        6 Lug 2018 at 12:22

        grande inizio dell’epopea bergmaniana

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