Immenso

Svegliami, terra. Nel sangue bisbigli
l’amarezza, nel cuore perso in sciami
di luna recalcitrante, nei gigli
del cielo prima del baratro, sfami
labbra secche, lasci che s’aggroviglino
nel pallore d’autunni. Si chiamino
coi nomi umani dei loro figli
le bacche addormentate nei letami.
La morte è un’alba sulle foglie rosee
tinte dal vespro. Migrano uccelli
nel buio che trasforma l’uva in vino.
Sul mare, gli astri eseguono l’inchino
– e le anime si tolgono i cappelli
per salutare dalle ombre cineree.

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