Poesie

Incipit

Mi stufo quasi d’argentei sonetti
svolti come la rima altalenante
semidecorativa dei quartetti
d’un Vivaldi, il grido petulante
in onomatopee degli archetti,
il ricamo invernale un po’ a sé stante,
la grande foga di quei poveretti
esecutori del gallo ruspante,
più che il trattore con la motosega
vorrei il chirurgo con un’iniezione
intrapsichica forsennata d’arte,
esclamo spesso ‘ehi chissenefrega’
di scale tonali nella canzone,
si provveda a stracciare questa parte
incendiando le carte
di poker secolari già caduti
su assi nel gabinetto — e saluti.

30 pensieri su “Incipit”

  1. lilasmile dice:

    Non capisco Irene, mi è sembrato di aver lasciato un commento…comunque mi piace. Grazie…

    1. Irene Rapelli dice:

      I commenti arrivano… sempre, o quasi, non preoccuparti, anche se non sembrano lasciare traccia dopo l’invio.

      1. lilasmile dice:

        Ah, va bene, capito. Buona serata e un sorriso. Lila

  2. lilasmile dice:

    Vedo che qui la vera poesia la fa da padrona. Sei brava. Inoltre noto la presenza della cara Brigionthebigcake. Grazie…

  3. almerighi dice:

    oltre che sperimentale, direi che la tua vena è anche piuttosto caustica

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