Ipnosi

La poesia a seguire contiene immagini esplicite attinenti alla sfera erotica e sessuale. Si è pregati di non continuare con la lettura, in caso di contrarietà, o di minore età. Ogni responsabilità è di chi legge.

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La tua bocca rosea bisbiglia piano
inumidendo la mia, lenta lenta.
La tua mano scende, mi tocca dolce
sibilando con la luce ch’è in vena.
Le labbra dichiarano canti muti
evaporando alla luna di tenebra.
Le mie dita sfiorano l’ebbro colle,
meravigliandosi dei boschi verdi
creati dalla psiche nel dedalo ostico
per navigare attorno al mondo intero.
I piedi s’inclinano quasi quasi
trotterellando / e metronomi arsi
nel tempo fermato siglano il patto
di quest’immobile sereno ripido
fra noi che splendiamo di carne viva.
E ci tormenta l’alto sole in giorni
che forse sappiamo deserte oasi
dove ci siamo solo noi, noi due.
L’eterno spaventa ben tardi l’occhio
che segreto spia la mia pelle calda.
Mi guardi, mi vedi, io lo so bene.
Voglio baciare mondi nuovi in te,
in te che m’osservi da stella antica,
io che desidero la grotta aperta
nei seni, nelle anche / e nelle braccia
che ora mi stringono portando via
ciascuna scia lattea mortale errata
avesse il cuore nel passato incerto
uccisa col rimorso / e lieve e sazio
l’albero colmo di silenzio cede
a membra protese al momento nudo
in cui ti sveli, ragazzina pura.
Un fuoco innocente ti gela il sangue
e mordi ancora, ancora, ancora!
E lecchi / e m’ansimi frasi oscene
nella vibrazione scortese e breve
del violoncello inarcato per me.
E pulsi / e scoppi / e poi dimentichi
la torre ferma dello scacco matto
del re alla regina, piombando in sogni
che diverranno compulsione tua.