L’immaginato

Bacio la luna, sogno o sono morta?
È tutta qui la faccenda, se vivo
non sopravvivo, se muoio che importa?
Nel mezzo sta il problema. Presentivo
l’anima della nave senz’arrivo
far esplodere vicini all’aorta
fuochi dell’ora buia, non capivo
d’essermi già tuffata dalla porta
nel miope delirio. Nulla è vuoto,
tutto canta per simboli e predice
fiori di loto, la vita s’accende
mentre la corda sfilacciata tende
a un’infinita follia. Traditrice
la luna ondeggia nell’incerto moto
ed io credo all’ignoto
la cui mano mi prende dolcemente
se annego dentro la mia stessa mente.

( Irene Rapelli,
29 luglio 2020 )

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