L’ugola della luna

Inno blues – ora allegro, ora lento,
posa luce sulle foglie e s’infuria.
Il mio giardino tace nell’incuria,
la mia casa giaciglio che non sento,
come naviglio d’una notte spuria
che vaghi – né le stelle, né il cimento
serale della quiete, né il vento
con lo sbadiglio che dica « penuria ».
Io non so che diamine sia l’amore
del quale parla a vanvera la gente,
né riconosco il taglio di dolore
quando le spade dall’occhio lucente
pungono i ghiacciai che innervano il cuore
nel suo batter tra squame di serpente.