Su di lui dorme un lago di farfalle
e gocciola oro dentro il nero cuore
fiammato che volteggia sulle calle
iperteso a stratosfere d’amore,

poi scende d’improvviso dalla sedia
svitata per un gioco di rotelle
incastrate nella tragicommedia
cerebrale danzante fra le stelle,

calpestando orme tintinnanti esperte
di quest’azzurra musica alberata
in lotta con le cicatrici aperte
lui scherza con la propria fronte alata

– tirando radici, ai ciuffi acerbi
per ora aciduli limoni imberbi.