La casa sull’albero

Nessuna stella abbaglia
sguardi puri in cui falene
giocano celestine,
i nidi felici, un’accozzaglia
di cinguettii presto sonnacchiosi,
il profumo di vespro, la strada
tempestata di grilli, la giada
nell’erba, la notte fresca, il cantare
in rime eterne
la ruvidezza di magnolia
sotto gli alluci. Sento quasi
l’alba tagliare la bocca, uno stormo
di cavallette zampettare
nello stomaco. Aspiro
l’ombra flautata: una marcia
di cicale, la montagna
bisbigliata nel sonno, l’osso sacro
leggero sulla nebbia, le falangi
d’arpe lucenti, il sangue
nel brusio di scale crescenti. Lancio
per scherzo il fiato, l’oboe
fuso al violoncello. Prego le foglie
in una cattedrale, nell’addome
che si pareggia al cielo.

Rispondi