La gatta

Poesia scritta nell’ottobre dell’anno appena trascorso, com’epitaffio per la morte d’una gatta il cui nome sta nel titolo, dietro richiesta di mia madre. Siccome l’ho pubblicata in commento a un articolo altrui, per mantenere l’ordine la inserisco anche qui.

*

Assaltando le mosche nel prato
ora tenta di ghermir le stelle,
dai solchi d’un tetto già scalato
le dodici primavere belle,
scimmia adorata, bimba fulminata,
gomitolo nero presso vie
d’edera nell’amore sviolinata
a mo’ di pineta le cui scie
paiono laghi tristi al chiar di luna
precocemente colti, poi tolti
al sole che non bacia la fortuna
ma le foglie secche nei folti
di boschi sognati, il desiderio
in occhi semiaddormentati,
sulla vita il sì rapido imperio
di fiori in pancia rameggiati.

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