La purezza d’una cerva

Inseguo oceani alati seduta
ai bordi, sulla panca, di riserva
verso la mia stessa massa caduta
da cielo a terra, senza che le serva

percorrere l’autostrada battuta
da ogni altro pedone, una caterva
antiumana, una vita ceduta
al fango, che le spoglie poi conserva.

Sono la nave fuori dalla baia
le cui strade interiori la trasportano
a stelle equipaggiatesi di un’anima,

ben diverse da quelle, senza l’anima,
che circolano lontane, e portano
la luce a spezzettarsi sulla ghiaia.


Questa poesia è ispirata all’immagine della panca della poesia di un’altra persona, già pubblicata nel suo blog: Di là tra gli alberi.

29 thoughts on “La purezza d’una cerva

      1. La cerva è l’animale caro ad Artemide, le cui vesti spesso assume… e la bellezza del tuo sonetto è quello di una cerva di purezza… ecco.

      2. Ovunque, già. Fammelo notare, sempre. Mi viene in mente di dire che, forse, il mio inconscio, in qualche maniera strana, sia connesso con il “divino” (con l’anima dell’universo): alcune corrispondenze tra simbolo e realtà non so neppure io di metterle, né come faccia.

      3. uàààà siamo nella fabbrica delle avanguardie… già ti ho dato del prometeica…lo confermo Cieluzzo caro

      4. ahahahahaha che bei ricordi…ci debuttai come attore molti anni fa… teatro Gobetti. :*

      5. si Irene se la si sa leggere…e tu sei lettrice dei tanti strati…ma sappi, però che è bellezza e dannazione :-)

      6. dai , lo sappiamo bene, è un dono prezioso e pure gravoso… è come far parte d’una schiera d’angeli…ed infatti ci si incontra tra i cieli… <3

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