L’albero

L’ipotesi più vera non mi piacque
così che la rugiada sussurrata
dal fiume oscuro nelle dorate acque
rimase solo profonda arpeggiata

di volgare poesia, la ballata
tra le fronde immortali da cui nacquero
le ciliegie e l’aria appassionata
a nutrimento del nido in cui giacquero,

dopo miti voli, i brusii
d’invisibili rami, a occhio nudo
punti fiammanti, appesi al soffitto

d’azzurri vini cui bere e capii
l’orgoglio tracimante del re nudo
davanti a folle cieche, il conflitto,

la geometria e l’editto
rivestito di foglie luminose
che ciascun frutto nell’essere pose.

20 pensieri su “L’albero

  1. Tutti i commenti fatti li trovo pertinenti e quello di Cipriano ha fatto sorridere anche me. Molto bello e davvero molto musicale mia cara. Complimenti Irene. Baci. Isabella

    • Il senso dell’ironia di Cipriano, cui metto il link in modo gli giunga notifica, è stato fenomenale e non fuori luogo: ho sorriso per un’ora consecutiva.

      Tornando a noi due, grazie: ho curato molto la musicalità, qui.

      Baci, Irene

      • Anche Cipriano scrive molto bene. La sua è una poesia di largo respiro, molto legata anche all’attualità. Lo leggo volentieri. Un sorriso a te. Isabella. PS Scusa il ritardo del commento, squillo di telefono…

    • Ti ringrazio, per averlo letto. Uso spesso soltanto due rime, nelle quartine, se posso. Mi rallegra che un altro compositore di sonetti, magari ben più esperto di me, lo ritenga “tecnicamente ineccepibile”, anche se avrei da eccepire ch’io abbia da migliorare ancora un po’.

      Ciao e buona serata,
      Irene

      • Le possibilità di miglioramento sono quasi infinite, Irene. La tecnica di base -rime e metrica- l’hai rispettata in pieno. Poi, certamente, ci sono molti altri spetti da poter migliorare: gli accenti sulle sillabe “giuste” per tenere un ritmo fluente, la coerenza delle strofe, l’uniformità del contenuto complessivo, ecc. Notte :-)

      • Appunto, le sillabe “giuste”: casca l’asino, la sottoscritta. Continuerò a esercitarmi e a studiare. Grazie, ancora. Notte, Irene

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