L’albero

L’ipotesi più vera non mi piacque
così che la rugiada sussurrata
dal fiume oscuro nelle dorate acque
rimase solo profonda arpeggiata

di volgare poesia, la ballata
tra le fronde immortali da cui nacquero
le ciliegie e l’aria appassionata
a nutrimento del nido in cui giacquero,

dopo miti voli, i brusii
d’invisibili rami, a occhio nudo
punti fiammanti, appesi al soffitto

d’azzurri vini cui bere e capii
l’orgoglio tracimante del re nudo
davanti a folle cieche, il conflitto,

la geometria e l’editto
rivestito di foglie luminose
che ciascun frutto nell’essere pose.

14 Comments

  • Anna62

    2 Ott 2018 at 0:34 Rispondi

    Una piacevole lettura .Sento impegno e dedizione .

    • Irene Rapelli

      2 Ott 2018 at 2:38 Rispondi

      Sono molto contenta sia piacevole. L’impegno e la dedizione ci sono. C’è anima. Irene

  • tachimio

    1 Ott 2018 at 18:24 Rispondi

    Tutti i commenti fatti li trovo pertinenti e quello di Cipriano ha fatto sorridere anche me. Molto bello e davvero molto musicale mia cara. Complimenti Irene. Baci. Isabella

    • Irene Rapelli

      1 Ott 2018 at 18:28 Rispondi

      Il senso dell’ironia di Cipriano, cui metto il link in modo gli giunga notifica, è stato fenomenale e non fuori luogo: ho sorriso per un’ora consecutiva.

      Tornando a noi due, grazie: ho curato molto la musicalità, qui.

      Baci, Irene

      • tachimio

        1 Ott 2018 at 19:20

        Anche Cipriano scrive molto bene. La sua è una poesia di largo respiro, molto legata anche all’attualità. Lo leggo volentieri. Un sorriso a te. Isabella. PS Scusa il ritardo del commento, squillo di telefono…

      • Irene Rapelli

        1 Ott 2018 at 19:21

        Nessun problema. Ti sorrido di rimando.

  • valeriosampieri3

    1 Ott 2018 at 18:07 Rispondi

    Brava, un bel sonetto caudato,tecnicamente ineccepibile. Non è facile comporre un sonetto servendosi di due sole rime, come hai fatto tu.
    Ciao e buona serata

    • Irene Rapelli

      1 Ott 2018 at 18:15 Rispondi

      Ti ringrazio, per averlo letto. Uso spesso soltanto due rime, nelle quartine, se posso. Mi rallegra che un altro compositore di sonetti, magari ben più esperto di me, lo ritenga “tecnicamente ineccepibile”, anche se avrei da eccepire ch’io abbia da migliorare ancora un po’.

      Ciao e buona serata,
      Irene

      • valeriosampieri3

        1 Ott 2018 at 19:13

        Le possibilità di miglioramento sono quasi infinite, Irene. La tecnica di base -rime e metrica- l’hai rispettata in pieno. Poi, certamente, ci sono molti altri spetti da poter migliorare: gli accenti sulle sillabe “giuste” per tenere un ritmo fluente, la coerenza delle strofe, l’uniformità del contenuto complessivo, ecc. Notte :-)

      • Irene Rapelli

        1 Ott 2018 at 19:16

        Appunto, le sillabe “giuste”: casca l’asino, la sottoscritta. Continuerò a esercitarmi e a studiare. Grazie, ancora. Notte, Irene

  • almerighi

    1 Ott 2018 at 15:17 Rispondi

    eccellente, quanta musica hai dentro!

    dopo miti voli, i brusii
    d’invisibili rami, a occhio nudo
    punti fiammanti, appesi al soffitto

  • Cipriano Gentilino

    30 Set 2018 at 20:54 Rispondi

    Un delizioso esperimento sillabico che non tracima come l’orgoglio del re nudo . Ciao. Un sorriso.

    • Irene Rapelli

      30 Set 2018 at 20:56 Rispondi

      Sei riuscito a farmi sorridere, commentando così: ti ringrazio, di cuore, con un sorriso ricambiato. Ciao, Irene

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