Lavaggio

Mi si spazza
con le foglie. Mi si centrifuga
nell’aria che frigge dove i piedi danzanti
inciampano in calzari ermetici.

I miei ossimori e cavalieri
erranti nel mulinello
si liquefanno con le fioriture dei morti
in tessiture più vaste
dell’azzurro nella deflorazione continua
del suo lenzuolo pulito dal sangue.

Pigola in mia vece
uno xilofono nel frullato, scoccando
all’orologio fermo per decreto
il tassello nel mosaico corale
che sovrasta l’umanità temporale.

Lascio all’erede accartocciate
pagine da reimbrattare. Chiusa e fra parentesi
l’ira dei tuoni mi candeggia
dietro l’oblò.

19 pensieri su “Lavaggio

  1. Mi piace! parole che vestono bene la mia pelle, il bisogno di stravolgere un insieme di rumori ed eventi che opprimono…tanto vale il catartico chiasso di un lavaggio con candeggio e centrifuga (senza sbagliare tempo e dosi ;.) ) Ciao Irene

Rispondi