Le fiamme

Sulle spine delle rose si dice
non scroscino che sangue e temporali.
Sotto ombrelli di rose nei viali
si dice voli l’altera fenice.
Scendere il monte e le stelle immortali
capitombolando sulla pendice
sembra un tuffo in cui sognarsi pernice
oppure drago dalle possenti ali.
Per quanto il cielo parli in lampi e tuoni
nessuno l’ode prima di cadere.
Per quanto l’anima urli senza suoni
le si può comandare di tacere.
Le rovine del cuore e gli abbandoni
creano un incendio da cui si può bere.

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