Va’ lontan da me, o sillogica arte
di un’ora irridente. Il verso pare
tela sdrucita che non sa brillare
su un groppo d’alieni verbi da Marte.

È l’ora del tè, un campo da arare,
un treno che singhiozza e non riparte,
un clown che vorrebbe farsi da parte
questo tempo di versi da rifare.