Civetta della notte canti sorda
la direzione di tutte le foglie
che sfama l’universo con le spoglie.
Non sei che un’aria ingorda
rovente all’alba. Mescoli all’eterno
sospesa fra la luna e questa nebbia
significati d’ali che rinascono.
L’incendio innerva rami dalla cenere e poi
vagiti a sinistra dello sterno.
Traduci sangue azzurro delle stelle, ma loro
scrivono l’impenetrabile.
Dalla guerra la stasi, dal dolore
la gioia, dal tuo seno il niente. Cresce
nella sinfonia perduta del vuoto
un sole d’oro, raggiante e gagliardo.

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