Poesie

Luglio

Non è l’inferno. La temperatura
supera i 30, diretta ai 40.
Chi può va via, là dove la frescura
s’accoppia al mattino al gallo che canta.
Qui, la sera, l’ubriaco si schianta
o brinda per ore senza paura
che la nonna l’innaffi (grande santa)
con insulti veementi – censura.
Chi può va via. Più spesso fugge al mare
che nell’alcova d’un gallo cantante,
ma ben poco m’importa, oh, davvero.
Mi diverte lo strazio ohibò sincero
di chi poi torna alla città rombante.
Gli dirò, a lettere molto chiare:
« Conscia il viaggio sia l’altro naufragare
resto tra le zanzare. »

5 pensieri su “Luglio”

  1. Un cielo vispo di stelle dice:

    L’ironia è un motore che spesso smuove i pensieri e ravviva i sensi e il piacere. Brava, usi i versi come uno strumento che si piega docilmente ai tuoi desideri.

    1. Irene Rapelli dice:

      Grazie. Ho scritto questa poesia per ironizzare e, soprattutto, auto-ironizzare.

      1. Un cielo vispo di stelle dice:

        Ottima attitudine. A volte può essere molto utile non prendersi troppo sul serio.

  2. almerighi dice:

    essere seri non è necessario, ma scrivi bene ugualmente

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