Poesie

L’uomo del lavoro

Eri il tizio impicciato con la vita
dentro corsie stravolte dall’urgenza,

l’acquario in cui nuotavi poi da trota
con statura media d’onestà

e poi il motore spento sull’asfalto
emigrato alle nubi sonnacchiose,

ora sei solo un vecchio – in poltrona –
i cui sogni non sono mai perduti

ché perduto sei tu, dentro il tuo sogno.

14 pensieri su “L’uomo del lavoro”

  1. emmapretti dice:

    Musicale, sintetico, evocativo. Bel componimento !!

  2. brigionthebigcake dice:

    Movimento di fine sapore. E’ la storia di un respiro calloso e sincero che ancora racconta…
    Complimenti!

  3. Vittorio Tatti dice:

    Molto bella.
    La chiusa lascia poco spazio alla speranza, proprio come succede nella realtà.

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