Mea culpa

Scrivo attorcigliando nastri di seta
attorno alle cose più singolari,
appigliandomi ad insidiosi fari
di sillabe ferenti la segreta

compassione attraverso pori alari
d’una pelle sciolta come la creta
nella follia di cui sono il teoreta
inchinatosi supino ad altari

di tremolante eterno, la mia meta
scorrente in interstizi antiorari
di pensiero annegato dentro mari
in cui muoio semianalfabeta

tenendo accesi brevi focolari
d’immortale preghiera irrequieta
volta alla notte d’oro del poeta
cadutomi dalle conche oculari.

7 Comments

  • almerighi

    14 Set 2018 at 13:17 Rispondi

    oh, questa mi era sfuggita, trovo la prima strofa particolarmente ben scritta, efficace

    • Irene Rapelli

      14 Set 2018 at 22:43 Rispondi

      Grazie per l’apprezzamento: a me complessivamente non piace, è troppo cantilenante e le rime sono forzate in più punti. Mi piace invece la strofa finale, non la prima. È comunque un “esercizio” che mi sono divertita a eseguire, che forse ripeterò, sperando in una riuscita migliore, quando sarò di nuovo in vena.

      • almerighi

        15 Set 2018 at 8:24

        non sono d’accoro sulla prima strofa

  • erospea

    6 Set 2018 at 9:59 Rispondi

    “…conche oculari…” è bellissimo

    • Irene Rapelli

      6 Set 2018 at 10:03 Rispondi

      Grazie. Ho passato mezz’ora a scervellarmi, prima di scegliere “conche”. :-*

Rispondi