Metro di separazione

Come albume e tuorlo, come luna
nella rivoluzione, m’azzurro dal cuore
alla radice capelluta di frutti acerbi
nell’arrampicata delle piante al cielo.
Assorbo linfa, vino dalla coppa
nel sacrificio sull’altare di cespugli che nelle braccia
mi prendono per mano
addolcendo il metro di separazione.
Rompo il cristallo in cui sgocciola dal soffitto
precipitato nei giardini oculari in segreto
il crepuscolo delle rime. Il canone da seguire,
la libertà scalza sulla punta degli alluci,
trema fra me e il passato.

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