Arie d’oblio, notturni sonnolenti
e mozziconi gettati per noia
sono l’intonaco sulla parete
d’un disegno ancora da immaginare:

la vena chirurga seziona verbi,
amputa frasi scomparse dai libri
e non resta nient’altro che un presagio
di stelle tramontate nel petrolio

e un poeta mozzo che sosta muto
vicino alla poppa, sognando invano
del viaggio la direzione contraria,
interprete di storpi periodi

che significati non hanno più.