Nodi scorsoi

Solitudini nere fra le stelle
scendono aride a me, bemolli e pause
e calandosi giù con una fune
musiche arse e silenzi sono l’ombra

nei ruscelli sanguigni tremolanti
quando notti infinite vanno a fuoco
ed ebbrezze lunari inconsistenti
guardano orbe le sterpi e dure pietre

lungo le siepi gentili che curo
e mi paiono sterili placente
e uteri morti le mani di seta

che mi narrano bugie sulla pace
come non fossero d’echi innocenti
i chiarori che vengono per me.