Poesie

Noia di passaggio

Taciti crepitii nell’autunno
musicati, quasi sempre gridati
in poesie esse emme esse di laureati
in mezzo ai quali mi sembro l’alunno

di tamburi e cardiopatiche foglie
con fraudolenza staccate dal ramo,
più che noi soldati quando cadiamo
sono baci perugina, chi coglie

mai l’entrata a occhi bassi dentro il tempio
di nomi volgari divine stelle
connessisi dai pori della pelle
ad eterni indifferenti allo scempio?

Va meglio zuccherare l’emozione
con l’aria polverosa di stagione.

12 pensieri su “Noia di passaggio”

  1. almerighi dice:

    bella davvero, concordo con chi mi ha preceduto, ma… ma… sono di nuovo in spam?

  2. tachimio dice:

    Geniale quel sms tradotto in esse emme esse. Sempre molto brava. Baci. Isabella

    1. Irene Rapelli dice:

      Non potevo scrivere “sms” in una poesia: bleah. “Esse emme esse” è ironico, inoltre corrisponde alla lettura parlata, quindi l’ho trovato adatto. Un saluto e a presto, Irene

      1. tachimio dice:

        Per carità…non potevi e non dovevi. Un abbraccio con sorriso. Buona serata Irene. Isabella

  3. chiaramarinoni dice:

    Ci sono giornate così, molto bella.
    Grazie per essere passata da me.
    Un sorriso 🤗🌷🌺
    Chiars

  4. Un cielo vispo di stelle dice:

    Ma che bello!
    (mi sono anche ritrovato – “fraudolentemente”, forse – in quel dar di tamburo!)
    :-)
    Bravissima.
    Un abbraccio,
    P.

    1. Irene Rapelli dice:

      Anche io mi ci sono ritrovata: la poesia è una (auto)denuncia. Grazie, per tutto.

      Buona giornata,

      I.

      1. Un cielo vispo di stelle dice:

        Mi fa piacere.
        E condivido appieno.
        Poesia è espressione, libertà.

        Ne ho un (bel) po’ di tue ancora da leggere….
        Torno presto!

      2. Irene Rapelli dice:

        Nessun problema per il (bel) po’.
        Anch’io torno presto da te, appena vedo aggiornamenti.

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