Non è una poesia

Non voglio salvarmi, non voglio
scomparire oltre le nubi, là stelle
aliene e distanti non sanno mai
di niente. Io voglio ustionarmi
perché è la morte di non esser nata,
è star in gabbia in un limbo
tutto grigio – le mie parole quasi
non escono. Un giorno forse
ogni mia lacrima schiantata
si farà pianta, m’aiuterà
a scivolare nell’ombra dei rami
prima del salto – ho paura, non circola
anestetico in vena. La mia corda
già inizia a prendere fuoco
mentre scendo al suolo, sto usando
i centimetri del nodo scorsoio
per calarmi in basso, tra i rami
e poi giù nella lava. Semino lacrime
perché alberi forti attutiscano
la caduta nell’inferno. Le foglie
sorrideranno all’incendio
da vicino, i fiori saranno neri
come la cenere espansa
nella notte di dio. Se la fiamma
mi bagnerà vivrò per essa,
t’avrò raggiunto.

6 pensieri su “Non è una poesia

  1. Ciò che ho letto è bellissimo. come tante altre cose che ti appartengono – una linea poetica autentica e molto istintiva. Sono piacevolmente colpito dalla tua poesia – infatti sto cercando di leggere il più possibile.

    • Ciao, Flavio. Chiedo venia, il tuo commento è finito nello spam senza che me ne accorgessi, ma l’ho salvato in tempo.
      Ti rispondo. Forse è anche una poesia, ma è più una dichiarazione d’intenti, scritta senza pensare troppo. Intitolarla “Non è una poesia” serve, o almeno dovrebbe, sottolinearlo, anche se è, per l’appunto, una mezza bugia.

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