Non rispondi

Pronto – dopo lo squillo – a morire
poco per volta, come la cicala
d’estati nell’amore che a sfiorire
in eterni e assurdi cieli, senz’ala
a cedere le zampe e seppellire
l’angoscia, s’addormenta mentr’esalano
profumi ingialliti a mai finire?
Se crolli nel letargo ti pugnala
la sensazione che stia per capire
virgole nere del sole ch’emani.
Verrà il gelo nel sangue a ricordarti
ciò che la tenebra contiene in spire,
l’azzurro precipizio che le mani
votano a stelle cui abbandonarti.
Fratello, non gettarti.
Le scarpe sull’abisso del tramonto
cadono altrove, se tu parli. Pronto?

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