Galleggio sottovuoto, da lattina
frigida e scaduta le cui interiora
si destrutturano,

le pareti di vecchio alluminio
non celano la decadenza
della mente tradotta nelle carni,

no – mi scherzano lucciolando quelle
nello specchio liquido del soffitto
agitato da stelle.

Ah, le stelle – non sono che miraggio,
vedute dal pavimento oceanico
che alla deriva mi sospinge

ed è pure vero che siamo uguali
noi e quelle, medesime ossature
di carbonio e forse un po’ di quell’anima

lassa durante la cottura.