Tra le foglie del cielo s’è parlato
di vivi e morti – i secondi più
presenti. Gli uni hanno poi scalpitato
ed è stato al turno di muti blues
il contrappunto all’urlo nello stato
dell’immenso non essere. Laggiù
l’estasi aliena orchestra uno sfrontato
piatto d’argento. Come a tu per tu
s’agitano da sillabe riarse
le interpunzioni illogiche di cose.
Rompendo tabù ogni ramo spezzato
scalpella carni nel marmo stellato,
forse le spine dei guanti di rose
per anime al debutto di comparse.

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