Opera

Tra le foglie del cielo s’è parlato
di vivi e morti – i secondi più
presenti. Gli uni hanno poi scalpitato
ed è stato al turno di muti blues
il contrappunto all’urlo nello stato
dell’immenso non essere. Laggiù
l’estasi aliena orchestra uno sfrontato
piatto d’argento. Come a tu per tu
s’agitano da sillabe riarse
le interpunzioni illogiche di cose.
Rompendo tabù ogni ramo spezzato
scalpella carni nel marmo stellato,
forse le spine dei guanti di rose
per anime al debutto di comparse.

18 pensieri su “Opera

  1. Laggiù
    l’estasi aliena orchestra uno sfrontato
    piatto d’argento. Come a tu per tu
    s’agitano da sillabe riarse
    le interpunzioni illogiche di cose.

    un brano compatto, di notevole fattura, sottolineo la parte sopra

    • Marina Abramovic, durante la performance famosa per aver fatto emergere la brutalità del branco sul suo corpo, fu spogliata con lame che le tagliarono i vestiti e ferita con spine di rosa sulla pelle (una delle molte cose accadute). Non ho scritto i tre versi finali pensandoci, sinceramente, ma il riferimento è azzeccato; si riferiscono comunque a un concetto più brutale dell’umanità: la brutalità dell’universo da cui veniamo e a cui torniamo, prima o poi.

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