Poesie

Oscurità

Nessuno
il grido pianto
da bocche lunari, in mezzo a silenzi
di cui si vestono nubi astratte

appoggiate sulla mia nullità
ai cipressi grinzosi senza gemme
nel dedalo di buio
d’ogni frastornata ansa

colorata dalla psiche, mi pare quasi
il reo passaggio di circuire
rocamboleschi ciclopi fuggenti
la poesia

molteplice unità fissa
su iati operosi, salmodiando
di malate foreste
per questo condannate

com’Ulisse dopo i tronchi erculei
a bruciare per sempre, straripando
lungo il viaggio nella profezia
scissa

dentro la cecità.

16 pensieri su “Oscurità”

    1. Irene Rapelli dice:

      Qui, la metrica c’è e allo stesso tempo non c’è – nell’intenzione, almeno – quindi, se tu mi dici ” assonante e ben ritmata”, ciò sta a significare in un mio (piccolo) successo. Ho cercato anche di ridurre al “minimo” il “molto”. Grazie a te.

      1. brigionthebigcake dice:

        Si, la metrica c’é, ma la riduzione alle essenzialità rende ancora più piacevole, sicuramente più aperta alle letture personali. E’ come un quadro senza cornice, ove la lettura personale regala ad ognuno i fuori-campo più pe(r)sonali, immagine in movimento.
        “Nessuno” aveva i suoi fedeli con sé, dentro al cavallo; in queste parole ho aspettato la notte, prima di uscire -e non ero sola-
        🙂

      2. Irene Rapelli dice:

        L’ultima tua dichiarazione si presta a interpretazione mia personale, sembra quasi un complimento: l’inconscio e il conscio, di comune accordo, mi giocano scherzi, perché il cavallo è una cornice. :-*

      3. brigionthebigcake dice:

        L’ultima mia dichiarazione infatti è un complimento: mi sono sentita completata nel mio linguaggio più congeniale, come se stessi leggendo insieme ad una persona a me cara. Mi sono sentita meno sola di quanto materialmente in questo periodo io sia… Io scrivo per sottrazione, ho sempre amato farlo; la vita in questi ultimi tre anni mi ha sottratto affetti molto importanti e la mia camera del silenzio è diventata un’isola ideale. L’apertura nelle parole dà la possibilità di sentirsi parte in esse. Il cavallo di Nessuno è la mia camera del silenzio. E’ un po’ complicato, permettimi di lasciarti un sorriso ora.

      4. Irene Rapelli dice:

        Un sorriso decisamente ricambiato… forse in modo un po’ giocoso. Per me la poesia è come il gioco: è come il primo modo d’affrontare il viaggio e la conoscenza – anche di persone. A presto.

  1. norise dice:

    Molto bella e apprezzata, grazie.

      1. Franz dice:

        Come una droga inevitabile… (scusa ma la metafora forse ci sta)…. ciao

      2. Franz dice:

        ;-)

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