Ossa di cielo

Sonetto ermetico, scritto più o meno un anno fa.


 

In me sussulta un crepitio animale,
una massa di cenere rubata
alle Pleiadi e tesa alle cicale
che saltano sull’aia addormentata

del Cigno e al riparo dal maëstrale
la fiamma parla d’ogni cosa amata
e scoppietta e vince il freddo invernale
e pare quasi un alito di fata

la piena che si sparge nella culla
e la seta più chiara sulla pelle:
fratelli, nel ciglio brucia la notte

e mi veste con parole tradotte
il nudo seno, tramite sue ancelle
venute a mie rovine di fanciulla

e per un poco annulla
il contratto firmato con la morte
ma poi va oltre l’uscio, per vie contorte.

5 Comments

  • Franz

    23 Giu 2018 at 23:15 Rispondi

    è molto bella questa.

    • ilcielostellatodentrodime

      23 Giu 2018 at 23:34 Rispondi

      (Per poco non vedevo questo commento, ma, siccome stavo smanettando nel pannello d’amministrazione, per un caso fortuito, non è successo: devo, comunque, capire perché capiti.)

      Grazie del complimento. A questa poesia tengo molto, perché chi sapesse interpretarla vi leggerebbe molto di me.

      • Franz

        23 Giu 2018 at 23:36

        vi si legge, infatti molto di te le poesie nascono dalla nostra attenzione a noi stessi rivolta anche verso l’esterno

      • ilcielostellatodentrodime

        24 Giu 2018 at 0:38

        (di nuovo me ne accorgo dal pannello, sigh e scusami)

        …è per questo che gli “universi” mi attraggono tanto.

      • Franz

        25 Giu 2018 at 0:38

        :-)

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