Ossa di cielo

In me sussulta un crepitio animale,
una massa di cenere rubata
alle Pleiadi e tesa alle cicale
che saltano sull’aia addormentata
del Cigno e al riparo dal maestrale
la fiamma parla d’ogni cosa amata
e scoppietta e vince il freddo invernale
e pare quasi un alito di fata
la piena che si sparge nella culla
e la seta più chiara sulla pelle:
fratelli, nel ciglio brucia la notte
e mi veste con parole tradotte
il nudo seno tramite sue ancelle
venute a mie rovine di fanciulla
e per un poco annulla
il contratto firmato con la morte
ma poi va oltre l’uscio per vie contorte.