Piccola sinfonia

La foglia mima lampi di silenzio, di vita
e danza la sua quercia nell’abbraccio del cielo.
Va a fuoco l’ebbro sangue di corvi e gazze ladre
e si droga di stelle l’abisso cui rubare.

È notte, come sempre si piomba addormentati.
È tardi per cambiare le rime scintillanti.
Non so nemmeno i giorni trascorsi con la fame.
È tardi per mangiare le briciole turchine.

È il sole a straripare nei sogni cigolanti.
È porta spalancata il raggio che s’alluma.
È serpe nel cespuglio la rosa che profuma.
È spina della carne la mia anima in subbuglio.

Poi tintinna la sveglia, si fa mattina già.
Il carillon dice anche — presto qui, presto là.
Mi tormenta ronzando sul bemolle d’un La
una mosca nell’aria, cantando — trallallà.