Poesie

Pioggia estiva

Stasera vado, scappo, niente è vero:
l’ultima cena sul tardi s’avvia.
Il mio fantasma al chiaro m’è straniero:
pupille rosse allagano la via
nei sogni svegli. E m’appare vero
l’imbarco d’astronauta, poesia.
Infinitesimi di cuore a zero:
se muoio te ne vai piccola mia
con le farfalle e i giacimenti d’ossa
chiamati piano. La testa mi gira
su assi inclinati di lune ebbre e magiche.
E fiorisce mercurio per la fossa:
il sagittario che scocca la mira
nel trambusto di febbri spesso tragiche.
Rinascono emorragiche
le gemme più fertili, inudibili
puledre uscite da madri invincibili
e ferite inagibili
nel palazzo di cielo che mi crolla.
Tasto le mura di questa mia bolla:
nella calca la folla
dà colpi al loculo sordo all’interno
e non scinde il presente dall’eterno.

68 pensieri su “Pioggia estiva”

  1. LuxOr dice:

    Anche questo “caudato” molto bello. Sento un fremito, come il ritmo di un gospel che mi trascina nel ritmo perfetto e mi lascia stremato ma estasiato.

    1. Irene Rapelli dice:

      Grazie, non solo per il complimento, ma perché io adoro il gospel e canto – cantavo – in un coro di tal genere.

      1. LuxOr dice:

        Ah, che meraviglia! Scopro sempre qualcosa di nuovo su di te! Devi avere una bellissima voce.

      2. Irene Rapelli dice:

        No, sono negata, ma prendendo lezioni per anni sono comunque progredita. Sono soprano leggero.

      3. LuxOr dice:

        Be’, sei sei progredita non sei più negata.

      4. Irene Rapelli dice:

        Non ho un talento per il canto, solo cocciutaggine.

      5. LuxOr dice:

        Comunque la “cocciutaggine” a volte serve per migliorarsi. Meglio averla che non averla.

      6. Irene Rapelli dice:

        È con questo spirito che mi sono esercitata, studiando il Beltrami, oltre che nel canto.

      7. LuxOr dice:

        Sei una forza.

      8. Irene Rapelli dice:

        Ho imparato la metrica esercitandomi a lungo, scrivendo inizialmente schifezze ineguagliabili.

      9. LuxOr dice:

        All’inizio è spesso così.

      10. Irene Rapelli dice:

        Lo so: molti mollano dopo 10 minuti.

      11. LuxOr dice:

        All’inizio ci vuole esercizio. Ad ogni modo, per quanto mi riguarda, ancora oggi butto via centinaia di versi non riusciti e su quelli che reputo riusciti… ho grossi dubbi.

      12. Irene Rapelli dice:

        Non buttare nulla: archivia, al massimo; nascondi, se devi. Non buttare.

      13. LuxOr dice:

        Non butto tantissimo, soprattutto archivio. Ma altra roba scompare o riappare in dei posti incredibili, dopo anni.

      14. Irene Rapelli dice:

        Capita anche a me. Mi dimentico dove siano le cose, poi ricompaiono dopo giorni, mesi, anni.

      15. LuxOr dice:

        Sì, le ritrovo anche su pezzi di carta dentro scatole di scarpe. Sono pezzi isolati. Frasi abbandonate. Oppure sono registrazioni dimenticate sul mio smartphone che ascolto casualmente dopo mesi.

      16. Irene Rapelli dice:

        I pezzi di carta dentro scatole di scarpe sono fenomenali: un applauso (scherzo). Io ho ritrovato degli scritti miei in frigo, invece.

      17. LuxOr dice:

        😄 Quindi erano ancora freschi! A questi livelli non ci sono arrivato. Sei insuperabile.

      18. Irene Rapelli dice:

        E nei cartoni delle pizze – sono sempre sulle nuvole io. Domanda non pertinente: ti piace la “nuova” veste grafica del mio blog, tutta scura, o ti fa affaticare gli occhi leggendo? Il carattere degli articoli andrebbe aumentato di dimensione magari? E quello dei commenti?

      19. LuxOr dice:

        No, anzi. Mi sembra riposante. Anche la dimensione dei caratteri mi sembra equilibrata.

      20. Irene Rapelli dice:

        Bene, grazie: dipende dalla persona (io per esempio ho una miopia), dallo schermo, dal tipo di computer… da tante cose diverse, in sintesi, quindi chiedo anche un parere altrui, quando modifico la grafica. Ritornando in argomento: anche nell’armadio, nel portafoglio e in tasche di pantaloni che non metto più, ma dopo la lavatrice (rido).

      21. LuxOr dice:

        Certo, ci sono tante variabili. Ad esempio lo schermo del mio pc è molto riposante. Sì, anch’io nelle tasche dei pantaloni e nel portafoglio. Purtroppo è difficile che li raccolga. Ma non ritrovo solo spezzoni di poesie ma anche parti di racconti abbandonati. Così mi è capitato infatti con il Trionfo di Rita e Carlo. Adesso che sono in convalescenza trovo di tutto. Ho trovato un poema scritto circa trenta anni fa (è orribile).

      22. Irene Rapelli dice:

        L’importante é non buttare niente. Come stai adesso, in fatto di convalescenza?

      23. LuxOr dice:

        In questo preciso momento non benissimo anche se sto lentamente migliorando. Grazie.

      24. Irene Rapelli dice:

        Preferisci chiudere la conversazione, oppure ti dà sollievo? Non mi offende la sincerità.

      25. LuxOr dice:

        Per adesso no. Vedrai che quando dovrò andare in bagno purtroppo dovrai attendere per una mia risposta.

      26. Irene Rapelli dice:

        Dimmelo senza peli sulla lingua, in caso tu desideri riposare.

      27. LuxOr dice:

        Per adesso no. Quando andrò in bagno accadrà d’improvviso. Non preoccuparti.

      28. Irene Rapelli dice:

        Mi spiace, non dev’essere piacevole.

      29. LuxOr dice:

        Purtroppo è vero. Unico vantaggio: avere più tempo per leggere le vostre poesie. E non è poco.

      30. Irene Rapelli dice:

        Riesci pure a sdrammatizzare il tutto con battute simpatiche. E questa non è la prima.

      31. LuxOr dice:

        Be’, bisogna avere pazienza. Non a caso i medici ci chiamano “pazienti”. 😄

      32. Irene Rapelli dice:

        La parola “paziente” deriva dal latino patior: colui che soffre. Me l’ha detto un infermiere: ho studiato latino al liceo, ma dopo anni c’è molta ruggine.

      33. LuxOr dice:

        Certo, è legato alla sofferenza. Era solo una battuta.

      34. Irene Rapelli dice:

        È una battuta riuscita. È solo che ho messo puntini sulle i, oltre che l’apostrofo orripilante che ho cancellato.

      35. LuxOr dice:

        Non ho notato l’apostrofo.

      36. Irene Rapelli dice:

        Avevo messo, prima di modificare il mio stesso commento, ma dopo averlo già pubblicato, l’apostrofo tra un e una parola maschile: indovina quale.

      37. LuxOr dice:

        Forse il colpevole è l’infermiere? Non me n’ero accorto. Capita anche a me.

      38. Irene Rapelli dice:

        Sì, tutta colpa di quello lì. Capita, lo so, ma è bene accorgersene e poi eliminare senza pietà. Che figuraccia, altrimenti.

      39. LuxOr dice:

        Certo, quando ce ne rendiamo conto, va fatto.

      40. Irene Rapelli dice:

        Ed io sono famosa per le figure (rido).

      41. LuxOr dice:

        Non mi sono mai accorto delle tue “figuracce”.

      42. Irene Rapelli dice:

        Tu sei un gentiluomo.

      43. LuxOr dice:

        Giuro. Dico la verità.

      44. Irene Rapelli dice:

        Sei un gentiluomo a prescindere.

      45. LuxOr dice:

        Troppo gentile. Non mi conosci fino in fondo. Ho anch’io delle ombre che non riesco a rimuovere. La poesia serve anche a questo.

      46. Irene Rapelli dice:

        Noi abbiamo ombre: ciononostante tu ti rapporti in modo impeccabile, per quanto poco veda e sappia di te. La poesia serve anche a illuminare le ombre, per vedere talvolta ciò che si nasconde in esse: ho fatto un sacco di scoperte su me stessa, rileggendo le mie poesie e quelle d’altri.

      47. LuxOr dice:

        Sante parole.

      48. Irene Rapelli dice:

        Sorrido, in un modo pulito.

      49. LuxOr dice:

        Così deve essere.

      50. Irene Rapelli dice:

        Intendevo “senza ombre”: luce pura, in dono.

      51. LuxOr dice:

        Il sorriso deve essere vero, sincero. Per questo sorrido raramente. Non riesco a sorridere a prescindere. Il sorriso costruito, falso, di circostanza. Lo odio.

      52. Irene Rapelli dice:

        Io ci riesco a prescindere, invece, ma solo in quest’ultimo periodo della vita, che è particolare. Non sorrido sempre, tuttavia, anche se dico spesso il mio sorriso sia “ubiquitario”: dico ciò per scherzare un po’.

      53. LuxOr dice:

        Quello che vedo in foto mi sembra proprio sincero e vero.

      54. Irene Rapelli dice:

        È anche la luce dell’ambiente riflessa negli occhi. È inoltre il fatto che in quel momento, per non ricordo quale motivo preciso, sorridevo per davvero. Ho scelto quella foto per questo. Ho poi aggiunto un “velo di pallini” per nascondere il fatto che la foto non è ad alta risoluzione, ma un po’ sfocata: così, ora non si nota molto la sfocatura. Non avevo altri sorrisi veri presi da un selfie: mi faccio, e mi vengono fatte, pochissime foto, in realtà.

      55. LuxOr dice:

        Comunque una bella foto. Mi dispiace, devo “scappare”. Scusami. Non riesco a stare seduto molto lungo. A presto.

      56. Irene Rapelli dice:

        A presto. Ti ringrazio per la compagnia.

      57. LuxOr dice:

        😊 Grazie a te.

Rispondi