Pittura oscena

Infinito, iena e diamante, squillano tue onde
sull’ombra dell’uomo
sconfitto. S’incastra nel fiume, a valle
del pensiero otturato, lo scarico
del mare.

L’azzurro delle meraviglie
è utile a camuffare
dopo la tempesta il morso a sangue freddo
sul cadavere affondato
dove l’occhio non va a investigare.

Di rado, nascosto
un sassolino aguzzo del calzare
vince l’oblio pescato da reti capaci di forgiare
l’arcobaleno. Spesso rimane solo
un osso da rosicchiare.

24 pensieri su “Pittura oscena

Rispondi