Dimmi, o creatura
sputata dalle stelle sopra il mare,
dove vanno i germogli
della terra africana

e dimmi anche, ti supplico,
il nome dei serpenti della patria
che i natali ti diede
dentro a una baracca.

Non conosco il tuo nome
da schiava, al banchetto della carne,
né trovo il marciapiede
vicino a casa mia,

né rivedo il tuo sguardo
se non alla tivù
quando fanno scalpore le notizie
e dopo nulla più.

Né mi risveglia il dardo
della mitraglietta nella città
che uccise il padre tuo
e poi gli tolse i sandali

né quell’altro bastardo
che ti rubò denaro
per un barcone colmo
direttosi al mio faro.