Preghiera

O notte, o lira degli usignoli,
dimmi: v’è l’ora sulla meridiana
il cui rintocco la morte consoli
e riavvolga i tempi e la vita strana?
O nave, o faro dei più storti voli,
parla: conosci la fatica vana,
il sangue e i versi degli uomini soli
e il gelo e la paura nella tana
e l’allerta al primo frusciar di serpi?
Da me si brucia di fame in un campo
e votarsi non si sa a quali santi.
Conosci l’amore, che uccide tanti?
Da me la quiete precede il lampo
e ossi non ci sono più fra le sterpi.