Psicosi

Ho bisogno di mangiare la terra
inzuppata di lacrime dorate
smarrite e per sbaglio precipitate
dal ciglio della luna che si serra

e con la falce calata poi sferra
un sorriso di scherno alle inferriate
di queste mie palpebre innamorate
d’azzurri ove muoiono senza guerra

liberi e solitari personaggi
d’una vita nell’immaginazione,
solo per accorgermi siano ostaggi

d’una collettiva allucinazione
di tante me — i serpentini raggi
avvolti nel sogno attorno al mio clone.


Domenica, 16 settembre 2018

Aggiorno l’articolo, per inserirne la traduzione in spagnolo di Vicente Vives, che ringrazio, basata su una precedente bozza, che invero differisce assai poco dall’attuale: trovate l’originale qui.

Psicosis

Necesito comer la tierra
empapado en lágrimas de oro
perdido y accidentalmente precipitado
desde el borde de la luna que se aprieta
y con la hoz caída entonces sferra
una sonrisa de burla en la barandilla
de estos mis párpados enamorados
d’azzurri donde mueren sin guerra
los personajes son libres y solitarios
de una vida en la imaginación,
darse cuenta de que son los rehenes
de una alucinación colectiva
de muchos yo, los rayos de serpiente
envuelto en el sueño alrededor de un clon mío.

23 Comments

  • Matteo

    12 Set 2018 at 16:55 Rispondi

    C’è sempre qualcosa di sognante e fiabesco nelle tue poesie…
    Questo layout ti si addice*
    Peccato per il pulsante condivisione sparito…
    Ma sei sicura di aver guardato bene nelle impostazioni?
    Mi sembra così strano

    • Irene Rapelli

      12 Set 2018 at 20:55 Rispondi

      Ho trovato il layout “perfetto”: immagine, impaginazione dei contenuti e persino i font. Sono in pace, ora, dopo aver smanettato assai col css per adeguare il tutto alla mia idea. Ho impiegato eoni, infatti, a trovare un tema che, modificato ad hoc, fosse congeniale a un sito web volto principalmente alla pubblicazione di poesie: è un problema comune, perché i layout sono quasi sempre progettati con intenzioni diverse. Il pulsante di reblog c’era all’inizio, poi non l’ho più trovato, non è proprio nella lista: penso che scriverò al supporto tecnico per venire illuminata (ho guardato le impostazioni, tutte, non c’è proprio).

      • Matteo

        12 Set 2018 at 21:20

        Stranissimo.
        Si, prova magari a contattarli.
        Vedrai che ti daranno una soluzione

      • Irene Rapelli

        12 Set 2018 at 21:21

        Lo faccio, però domani.

      • Matteo

        12 Set 2018 at 22:10

        Buona serata Irene

      • Irene Rapelli

        12 Set 2018 at 22:12

        Buona serata.

  • mfantuz

    11 Set 2018 at 19:26 Rispondi

    é bella questa poesia, ma ci sono dei passaggi che “non cantano” come un sonetto in rima dovrebbe fare. Detto questo io non sono più bravo di te a scrivere, ma se tu la leggi a voce alta forse capisci quello che volevo dire.
    https://ipensierielepoesie.wordpress.com/?s=desiderio
    Se vuoi leggere questa mia poesia in rima, che comunque non è un sonetto, capirai quello che intendo.
    Buona serata Irene!
    Marco

    • Irene Rapelli

      11 Set 2018 at 20:15 Rispondi

      Ti ringrazio per il commento. Ho letto la tua poesia: devo dire che, in effetti, le tue rime risuonano in modo molto più evidente delle mie, creando un effetto “cantato” (ho capito, leggendola, ciò che intendi dire, perfettamente). Nel mio sonetto, invece, le rime sono un po’ “smorze”: nelle quartine è un effetto voluto, infatti non sono a schema alternato, per esempio, ma cantano a modo loro; nelle terzine, invece, è un difetto, in particolare nel verso conclusivo (la sinalefe “intorno_a_un” è orribile, ma lo sapevo già). Penso che le brutture siano due sinalefi e una dialefe, perché conferiscono un ritmo un po’ zoppo e non sciolto e naturale. Però qualcosa ancora mi sfugge, perché anche con le modifiche, che intendo fare, gli ultimi sei versi non funzionano benissimo, musicalmente. Faccio tre piccole modifiche, dunque, ma non miracoli: non tutti i miei sonetti diventano ciambelle col buco. Ti ringrazio ancora per il parere gradito che hai espresso. Buona serata! Irene

      • mfantuz

        11 Set 2018 at 20:35

        Io ringrazio te Irene, ho imparato dialefe e sinalefe, d’altra parte avevo provato a leggere un libro che parlava di metrica, ma mi sembrava noioso. Preferisco il verso libero, anche se devo dire di aver scritto qualcosa di carino in rima.
        Non tutte le ciambelle riescono col buco, credo che anche Shakespeare abbia avuto i suoi problemi all’inizio.
        Marco

      • Irene Rapelli

        11 Set 2018 at 20:45

        Io devo ancora finire di leggere i manuali di metrica che ho in casa: concordo sulla noia. Sono esercizi che devono servire a migliorare, sono regole naturali che a volte si posseggono già per talento e vocazione alla poesia, altre volte vanno assimilate studiando (è stato il mio caso). Nella tua poesia, c’è una metrica… libera, naturale, molto bella: mi piace la musica che traspare dai versi, e come cantino le rime. Per quanto riguarda Shakespeare e compagnia: sì, credo che tutti i grandi, almeno nei primi anni di tentativi, abbiano penato un po’, prima di riuscire a esprimere la purissima perfezione.

      • mfantuz

        11 Set 2018 at 21:01

        Grazie dei complimenti Irene, mi lusinghi.

      • Irene Rapelli

        11 Set 2018 at 21:05

        Io dico ciò che penso.

  • tachimio

    8 Set 2018 at 8:30 Rispondi

    Altro che psicosi. Questo è un gioiello di cui farsi vanto. Complimenti come sempre cara Irene. Baci. Isabella

  • almerighi

    6 Set 2018 at 11:49 Rispondi

    questa te la metto nei gioielli rubati

    • Irene Rapelli

      6 Set 2018 at 12:20 Rispondi

      Va bene.

      • almerighi

        13 Set 2018 at 12:38

        mi piace molto per la descrizione del sotterraneo, silenzioso, sottile e non banale tormento che ha pervaso la tua creatività al momento della composizione

      • Irene Rapelli

        13 Set 2018 at 15:01

        :-*

  • Francesco Cacciola

    5 Set 2018 at 20:51 Rispondi

    Bellissima

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