La schiena storta
si contorce nel vento,
non la montagna.
Ruote svitate
di carrozza sospinta:
vola il cavallo.

Invito al ballo
la papera regina,
m’inciampa addosso.
Ciascuna femmina,
in tempesta ormonale,
nasconde l’uovo.

Va’ via, formica:
la briciola di pane
m’era caduta.
Sotto il tappeto
scheletri dell’armadio,
il mare a fuoco.