Punto e a capo

Siamo montagne calve
e isole precipitate sul mare
il cui vertice

si sgretola sotto il peso del cielo
e scivola pian piano nell’abisso
in mezzo ai canti
infernali, ove alghe

strangolano la melodia stellante
di granelli carboniosi
nostri.

Siamo messaggi, rifiuti di latta
con una poesia
accartocciata dentro

a declinarsi nel petrolio denso
che inchiostra anime, masse liquefatte
capovolgendo

le prospettive
di luce e d’ombra
in pochi versi.

Siamo tsunami, agenti virali
iniettati nelle arterie
e le siringhe vuote
ondano all’alba

specchiando il firmamento
in cui l’eterno va
oppure cade.

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