Poesie

Qualcosa

Mia la sempreverde foglia d’alloro,
empia eco dell’arso fiume d’inverno,
dedalo d’anima, o stilla d’oro
rincorsa da me per il cielo eterno:
asserragliata nello sguardo forte,
luogo di meraviglia – o di morte.

6 pensieri su “Qualcosa”

  1. LuxOr dice:

    Letta d’un fiato, da brividi. Rispetti la rima della sestina ABABCC altrimenti sarebbe una strofa di sei versi. Un ritmo affascinante che mi trascina nel vagito dell’universo, nell’ascoltare la vista di una meraviglia di un accaduto e assaporare l’amarezza di uno “stato” (nel senso che non è più). Non ho mai scritto sestine, ma la lettura di “Qualcosa” mi invoglia a farlo. Grazie di avermi proposto questa poesia. Un caro saluto.

    1. Irene Rapelli dice:

      Sarò molto onorata, se scriverai a tua volta qualcosa, con un impulso stavolta dato da me. Io penso ricomincerò a scrivere sestine, prima o poi, è solo che mi sono temporaneamente impallinata (vale a dire incartata) coi sonetti. Un tempo provai con la difficilissima “sestina lirica”, ma cestinai il tutto: non ero, e non sono ancora, all’altezza, ma riproverò, un giorno, o una notte di queste. Che dici: la reintitolo Megalomania?

      1. LuxOr dice:

        Molto complessa la sestina lirica. Tentai una volt qualcosa di simile ma ovviamente senza realizzare una vera e propria sestina lirica. Sono sicuro che sei in grado di scriverla. Non saprei, percepisco una sorta di lamento (questa la mia lettura, scusami) come mi capita quando penso di abbracciare l’Universo e mi sento potente, ma poi mi svuoto nell’infimo e mi sento parte di questo Infinito. Percepisco la radiazione di fondo, il dilemma, il sapore della vita che contiene l’amaro della morte. Ovviamente spetta a te decidere.

      2. Irene Rapelli dice:

        Penso che rimarrà Qualcosa, per ora.

      3. LuxOr dice:

        Alcune volte mi è capito di cambiare titolo. In quel momento mi sono sentito di fare così. Saprai dentro di te quando giungerà il momento, nel caso dovesse arrivare.

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