Poesie

Quasi quasi

Senza respiro canto silenziosa
sopra una nuvola rosa, lì tace
la pressione e l’atmosfera affannosa
di formicaio saltellante e giace
il brio musicale d’incerta cosa
ed è come le farfalle la pace
posata sulle labbra della rosa
spalancata nella stellante brace
rinata dalla gola in vibrazione
e da una persiana intravedo azzurri
d’urticati scorci della mia vita
dirigersi verso pausa infinita
nel basso in cui si trovano sussurri
replicare la solita canzone
con la verve di barbone
arraffando briciole d’emozione.

3 pensieri su “Quasi quasi”

  1. Un cielo vispo di stelle dice:

    “stellante brace”
    “urticati scorci”
    Sono versi fantastici.
    Mi veniva da scrivere “sono soluzioni”. Perché (anche) questo ti chiede la metrica, il vincolo, la struttura. Di arrovellarti, di fare uno sforzo, di spostare il baricentro, lo sguardo i cerca di una soluzione, un’invenzione. Quasi partecipasse dell’originalità del comporre. Ed è così, in fondo. Difficoltà e prova. E ricchezza (se la bravura assiste).

    1. Irene Rapelli dice:

      Paradossalmente la metrica, richiedendo struttura e vincolo, ha funzione liberatrice: i limiti e le difficoltà servono a ciò.

      1. Un cielo vispo di stelle dice:

        Esatto! Sorprendentemente vero. E’ proprio vero che di fronte alla difficoltà si trovano nuove ulteriori risorse e inventiva.

Rispondi