Poesie

Relatività personale

Lancette curiose
pigolano al vespro. Non mi piace
l’orologio al polso, imperatore
d’attimi regolari, bensì il tempo
gobbo, ripido, comico. L’ignoto
signore del latifondo, il canestro
in cui scende il pallone lanciato
accelerando, inseguendo i morti
attesi da stelle passate prima
che lui ed io – che palleggio – nascessimo.
Ogni volta che gioco
perdo tempo. E mi piace davvero
far rimbalzare le sfere, luccicare
come le caramelle nel suo stomaco.
Dopo ogni lancio
arretrando non recupero il tempo
ma prendo la rincorsa
finché il pallone ed io non ci sgonfiamo.

15 pensieri su “Relatività personale”

  1. tachimio dice:

    Scusa la mia assenza. Ti ritrovo in gran forma però. Stupenda questa tua. Brava Irene. Mi è piaciuto molto rileggerti. Un grande abbraccio. Isabella

    1. Irene Rapelli dice:

      Mi rifarò viva. Ti seguo sempre, anche se non lascio traccia, di solito. Grazie per avermi dedicato un pensiero.

      1. almerighi dice:

        torna presto con nuova, ottima, poesia

  2. almerighi dice:

    quando si dice… perizia, capacità di versificare

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