Poesie

Rifiuti di(…)versi

Nell’umido le foglie non più verdi
erano tutte di crinali d’oro,
l’autunno d’oggi cade – rivelando
viscere e frutta marcia già passata
dai cieli pigolanti del sorriso,
dove ogni luna sottile e contraria
urla i silenzi uccisi senz’appello
a noi che siamo vermi sradicati
da un campo santo cieco che ci vince
proprio quando vogliamo sotterrati
alberi religiosi scortecciati,
eterni ripuliti dalle stelle
colati a picco in terra – dilatando
un formicaio rosso che s’ingozza
e sputa la frattaglia decomposta
nell’orto dei vicini.

6 pensieri su “Rifiuti di(…)versi”

    1. Irene Rapelli dice:

      Ciao, Nadia. Qui ho provato, a versi alterni, a posizionare similmente gli accenti ritmici, anche se non in modo identico, quindi mi fai felice, con questo commento.

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