Ritorno di fiamma

Sull’eterno non saprò nulla
finché avrà voce il cielo che mi punge e culla.
L’orecchio chiama a sé il silenzio
ed io non ho che rumore di stelle dorate
ad aprire occhi miopi al franamento
nell’anima sfatta d’ossa dannate, dannate
per vizio e per ego bruciate
nel rogo azzurro di danze e cantate.
Contro la luna mi spoglio di me, di foglie di rami
di tronchi annoiati. Sono una cavalletta
dai capelli incendiati
che saltella per la notte di giugno
rotolando sui prati. C’è
musica pazza
al teatro dell’operetta, l’operetta confusa
nel ritmo di canzonetta
di moscerini alla rinfusa a suggerire
che avrei dovuto andare a dormire, dormire
sul ponte a ridosso del fiume
nel degrado di vecchi lampioni
arzilli in funzione all’una suonata
per fare luce alla gioventù sbandata, ed io sto
rotta, disgraziata, senza lume
a dare senso
alla rabbia sprecata. Vomito tutto, tutto
l’eterno, ladro e farabutto. L’urlo fra i denti
avvelenerà i venti
d’oceani e continenti, oppure no.

26 pensieri su “Ritorno di fiamma

  1. i tuoi versi mi incantano sempre e alcuni di loro te li rubrei volentieri “L’orecchio chiama a sé il silenzio”, perchè sono già di per sò esaustivi, completi. oggi li trovo particolarmente potenti e dirompenti!

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