Rondini

Fraintendo la sostanza muta
d’azzurri lampeggii d’ali
fuggenti alle terre d’un fuoco
di vecchi confini d’amore

e pare un singhiozzo di stelle
marcite in fondali di nulla
per oceani calmi o morti
il sussurro rivolto a me

teso a parlami dell’eterno
perso nel guado del ruscello
colmo d’invidia per gli dei
fatui e silenti d’universi

sordi a quei lumi senza senso
inseguiti dall’uomo

nell’immenso.

12 Comments

  • Emilio Ferro

    24 Set 2018 at 9:07 Rispondi

    Le rondini

    Le rondini tracciano cerchi,
    incrociano la lunga linea immacolata
    di un aeroplano, colmo di gente assonnata,
    inventano leggere danze tra case negre
    nei cieli aperti e incontrastati, stridono allegre
    stordendo moscerini incoscienti
    fuggiti dal fresco di case accoglienti.

    Le rondini tornano e raccontano
    le caldi giornate dell’Africa inesplorata
    dei deserti, della savana ruvida e dorata,
    ingannano il cielo, le nubi ed il sole,
    si muovono leste, disegnando antiche parole
    suggerite da poeti che al loro passaggio
    scoprivano il capo in saluto, a voi – regine di maggio.

    • Irene Rapelli

      24 Set 2018 at 23:12 Rispondi

      Bella, come l’altra, ma, credo, più musicale e armonica, e non solo per le rime. Così la percepisco.

  • Emilio Ferro

    24 Set 2018 at 9:06 Rispondi

    Il garrito delle rondini

    Ho cercato l’ispirazione
    tra il garrito delle rondini
    ed il caldo di una domenica speciale,
    in cui un piccolo borgo
    delle colline metallifere,
    borgo di provincia, era il centro
    del mondo, ed il suo silenzio
    (rotto dal frastuono di mille persone)
    diventava il silenzio dell’universo
    e l’universo si faceva piccolo,
    come un paese arroccato su un colle,
    o come un geco sotto il sole
    sul muro di marmo rosso
    Mi sono innamorato di Gerfalco
    e di questa casa tutta colorata,
    dove è rinato un po’ del mio passato,
    che credevo ormai spacciato,
    perduto per sempre, risorge
    invece, come fosse su misura,
    da lontane sponde della battigia ligure
    e dagli ulivi centenari di ponente,
    o dal filo rosso della farinata,
    che qui chiaman cecina.
    Ma il garrito delle rondini scure
    è lo stesso, mi piace pensare
    che sian loro ad avermi sin qui
    inseguito nella loro folle
    voglia di volare.

    (scritta in onore di Gerfalco)

  • Chef V.

    21 Set 2018 at 10:38 Rispondi

    Bellissima linea poetica con armonia in ogni parola! Complimenti vivissimi

  • Roberta

    20 Set 2018 at 18:33 Rispondi

    Complimenti, splendidi versi.

  • almerighi

    20 Set 2018 at 18:07 Rispondi

    questa mi era sfuggita, quanta romanticità per queste rondini alate e gentili di cui non ci accorgiamo mai della ripartenza e il cielo sembra vuoto

    • Irene Rapelli

      20 Set 2018 at 18:17 Rispondi

      Hai colto l’anima di fondo. Non t’era sfuggita, avevo solo messo tra le “featured” le prime tre che vedi in alto: questa, Rondini, è di oggi, ovvero di stamattina alle ore 2, credo (scrivo spesso di notte). Non granché, ho riprovato col novenario come in Idillio dorato, con un risultato minore: io non dormivo, stanotte, Omero invece sì. :-*

      • almerighi

        20 Set 2018 at 18:22

        a volte sarebbe bene riposare

      • Irene Rapelli

        20 Set 2018 at 18:24

        Il mio problema sono i risvegli notturni, dopo i quali non riesco facilmente a riaddormentarmi, quindi occupo il tempo. Concordo, tuttavia.

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