Rosicchiare ossi

Iena, bevi il mio sangue. Per la strada
scintilla l’occhio all’urlo degli agnelli
sacrificati al branco. Fauna brada
percorre saltellando su mantelli,
maschere e smalti, così si dirada
la nebbia dal silenzio. Tra gli uccelli
l’avvoltoio mi scruta. Non accada
che rimasugli di note e acquerelli
recisi dalla carne siano persi.
Non rimanga che il vuoto nello sguardo
di cacciatori alla mercé di preda
che altri non è che l’ago dentro i versi
rigirando le carte nell’azzardo
di laghi in fiamme, senza che tu veda.

32 pensieri su “Rosicchiare ossi

  1. Molto intensa e trovo che quelle parole ” agnelli, mantelli, uccelli e acquerelli” diano musicalità alla poesia . Nel contempo riconosco il tuo stile , che sempre ” agguerrito” ti caratterizza. Sei una ragazza dalla forte personalità cara Irene. Brava. Isabella

  2. Ciao Irene. Mi fa piacere leggerti di nuovo. Per me è un grande piacere godersi il tuo blog.
    Con la tua poesia mi sono sentito come una briciola di pane dalla mia stessa ombra, sorda e cieca, smarrita in una foresta dove la notte mi avvolgeva con le sue reti e scompariva tra le sue fauci.
    Che benvenuto mi hai dato.
    La tua poesia è magnifica. Un bel evento per la mia immaginazione.
    Spero che la tua giornata sia la migliore.
    Un grande abbraccio bellezza
    Manuel Angel

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