Poesie

Segni in memoria

Giovane, bella tu eri, eri un gambo
di linee tese al cielo sfiorito,
un diamante nell’universo strambo
dal terreno più sterile attecchito.
Le variopinte nervature, frasi
che per la tua bocca avevi abortito,
erano rami inoltrati nei casi
di dei sparpagliati nell’infinito.
Ricordi il tempo in cui riempivi vasi
di semi, di gemme e foglie d’eterno,
e senza saperlo gettavi basi
di piante nuove su cui fare perno
per sollevare il mondo sopra il vuoto
rimandandolo al paese già noto?

13 pensieri su “Segni in memoria”

  1. erospea dice:

    “d’un dio sparpagliato nell’infinito.” è bellissimo

    1. Irene Rapelli dice:

      Un dio, con l’iniziale minuscola, o molto diluito nel brodo universale, o fatto a pezzi prima d’essere sparpagliato nel tutto.

      1. erospea dice:

        forse l’unica prova dell’esistenza possibile di ‘dio’, con la minuscola, si.
        Spesso capita anche a me di usare la minuscola e non semplicemente perché mi ritengo atea. Non sono certa che sia lo stesso per te, ma quello sparpaglio nel mio caso lo trovo fermento vitale, con un senso non negante… Ma starò uscendo fuori poesia, la tua intendo, come mio solito quando commento. L’erranza è più forte di me…

      2. Irene Rapelli dice:

        Non preoccuparti, per l’erranza: ogni volta che qualcuno, leggendo un mio scritto, compie un viaggio, sono contenta perché significa che, trasmettendo qualcosa con le sole parole, faccio aumentare il significato iniziale (quello che ho inteso dare consciamente) della mia poesia: come nello sparpaglio, c’è una bellezza in espansione… come l’universo stesso.

      3. erospea dice:

        si

    1. Irene Rapelli dice:

      Sì. Si parla, qui, non solo di bellezza estetica, ma anche della scomparsa di quella interiore, assieme all’entusiasmo e alla sensazione d’onnipotenza tipica della giovinezza.

      1. almerighi dice:

        beata te che puoi farlo dall’alto della tua giovinezza

      2. Irene Rapelli dice:

        In realtà questa poesia parla di proprio me, di ciò che ho perso e sto perdendo, quindi in realtà ne parlo “dal basso”, per quanto anagraficamente e sulla carta sia ancora giovane.

      3. almerighi dice:

        gli anni che non si hanno ancora sono una forza, credimi

      4. Irene Rapelli dice:

        Penso ci sia forza in entrambe le condizioni, senza negare però che essere giovani, condizione temporanea e reversibile, sia un vantaggio indiscutibile. Accumulo il peso di vivere ogni giorno che passa e intravedo un’enorme voragine sotto ai miei piedi aprirsi sempre più.

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