Segni in memoria

Giovane, bella tu eri, eri un gambo
di linee tese al cielo sfiorito,
un diamante nell’universo strambo
dal terreno più sterile attecchito.
Le variopinte nervature, frasi
che per la tua bocca avevi abortito,
erano rami inoltrati nei casi
di dei sparpagliati nell’infinito.
Ricordi il tempo in cui riempivi vasi
di semi, di gemme e foglie d’eterno,
e senza saperlo gettavi basi
di piante nuove su cui fare perno
per sollevare il mondo sopra il vuoto
rimandandolo al paese già noto?