21 pensieri su “Senza memoria”

  1. Tommaso dice:

    Mah, mi sono affacciato qui e ho letto il componimento e tutti i commenti entusiasti che lo definiscono uno haiku splendido, forte, incisivo, notevole, eccellente ecc.

    Il problema però è che questo componimento non è uno haiku.

    Non può essere definito ne considerato haiku perchè è privo dello spirito e delle peculiarità di base di questa straordinaria poetica. Una poetica affascinante ma decisamente complessa.
    Lo haiku è difficile e non dovrebbe mai essere snaturato nella sua essenza, nella sua logica e nel suo spirito di partenza.
    Saluti
    Tommaso

    1. Irene Rapelli dice:

      Non per caso, non ho più provato a scrivere uno haiku, meno che mai a pubblicare i miei limitati risultati in materia. Questo non è uno haiku, ma ha un senso: basta non chiamarlo haiku, come suggerito.

      Non aggiorno questo blog da circa 2 mesi e tengo i miei nuovi scritti “offline”, per ora. È tuttavia un piacere aver ricevuto il suo commento, per inciso fondato. Io, lo ribadisco, sono una dilettante.

      Saluti,
      Irene

      1. Tommaso dice:

        Non è un problema provare a scrivere haiku, il problema è forse quello di definirlo tale se non lo è, e di esporlo poi in un blog. Soprattutto per chi inizia a cimentarsi in questa straordinaria poetica e, leggendo componimenti che haiku non sono, potrebbe convincersi nel seguire una “strada” non propriamente corretta.

        La sua risposta, comunque, è importante per la consapevolezza che traspare, non sono però d’accordo quando scrive “non ho più provato a scrivere uno haiku”. Trovo che questo sia un atteggiamento rinunciatario che non solo non condivido, non lo capisco proprio.

        Chi scrive poesia e prova a comporre haiku, si trova davanti un mondo certamente complesso ma estremamente affascinante. La sintesi che si deve raggiungere nel componimento spinge l’autore a calarsi nel momento e a viverlo con un’intensità straordinaria. Se chi prova a scrivere haiku lo fa con lo spirito che questa poetica richiede, trova senz’altro un mondo intero in ognuno di quei precisi momenti e, se riesce a trasmetterli con i suoi haiku, farà completare quegli stessi momenti ai lettori attraverso il loro vissuto.

        La invito pertanto a ripensarci e a provare ancora.

        Saluti
        Tommaso

  2. almerighi dice:

    notevole anche nella difficile forma di haiku, comprensibilissima la crudeltà dell’indifferenza

  3. estesa mente dice:

    Molto, molto intensa. Amo la brevità di tale misura❤️

    1. Irene Rapelli dice:

      Grazie. Di solito non mi riesce bene proprio per via della brevità.

      1. estesa mente dice:

        Stavolta è andata alla grande!!Confermi ciò che penso della poesia…è la brevità che fa la differenza👏🏻❤️

  4. lilasmile dice:

    Rimando al commento di Cipriano Gentilino. Un haiku che ha un forte impatto visivo. Brava!

    1. Irene Rapelli dice:

      Grazie! Raramente gli haiku mi vengono, ma questo è, forse, un’eccezione.

    1. Irene Rapelli dice:

      Ciao, grazie per la lettura, per l’apprezzamento espresso. Di rado, gli haiku mi riescono sufficientemente buoni. A presto.

    1. Irene Rapelli dice:

      Non è il primo “haiku” che scriva, ma gli altri li ho cestinati. Inoltre non avevo scritto nulla in tema ed ero in gravissimo ritardo.
      Ah, buongiorno Nadia.
      :-*

      1. sibillla5 NADIA ALBERICI dice:

        carissima, buona serata a te…io presa dal sistemare una valanga di foto……e ho la testa vuota..per ora

      2. Irene Rapelli dice:

        Buona serata anche a te, mia cara. Io sto studiando, ma ogni tanto lancio un’occhiata a al blog.

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