Serenata

M’innamoro di te, come l’acerbo
nodo allo stomaco balla sul mondo
e la pelle tradotta in luce al verbo
straccia il respiro argentando lo sfondo

a parentesi nere — crolla, crolla
l’anca seduta lungo orli cuciti
all’ergastolo bianco, la mia bolla
chiusa nel punto di strani guaiti

nell’incendio fra le ossa, il mio sacro
sangue leggero ch’erode nel canto
ritornelli solari e nel boato
l’eco di rocce, l’amore nel pianto

finché la terra vibra mentre quasi
l’amplesso tace al bivio
d’una stasi.

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