Numero minimo quattordici

Ebook gratuito, trenta sonetti: scarica Numero minimo quattordici.

Alcuni pezzi sono già contenuti in altri libri: con quest’ultimo ebook ho selezionato i miei preferiti fra tutti. Ho impiegato anni per scriverli e poi raccoglierli in tale numero.

Il titolo è un gioco di parole. Lascio indovinare con quale dipinto la sottoscritta abbia creato la copertina.

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Dopo la nota barbosa, metto per iscritto anche un sorriso lunatico.

L’incendio che non c’è

Il piacere deruba
i ranuncoli acerbi che la bocca
esilia a maestose, tremule
follie che scivolano
dal collo al seno della parola.

Dove sono io? Non c’è
oltre il miocardio
cuore di sillabe malferme
che domini ombra nuda
e spogli l’innocenza — dov’è la poesia?

Schiudo, nella fiamma assoluta
assordante del superfluo, il crepito
resistente sott’acqua
all’erosione che leviga scheletri
di vibrazioni eterne.

Scavo nell’interstizio
baciando il silenzio afrodisiaco
che genera l’azzurro
sacrificando ciò che non affiora
del fiore che non sfioro.

Sei l’impossibile

Mi sento cingere dietro
le pagine d’un nascondiglio
di siepi di mani
nervosamente annodate, nell’estate
che strugge e consuma
l’incendio in bocca e negli scheletri
la vibrazione eterna.

A lento bollore
anniento il bisogno d’ali chiare di luna
spegnendo palpebre chiuse
nell’azzurro rosato dove la fantasia
e l’assenza spalancano di un’agra
bianchezza in fiore, nell’infanzia deserta, persiane
al cuore d’oblio.

Sei l’impossibile
padre sgrammaticato di sillabe incerte
nel chiasso gelido
d’oceani furibondi, la copertina
orfana d’un taccuino, l’occhio limpido
che indaga nella polvere
le clessidre finite.

Opacamente scinde
il nostro sangue leggero
l’ossimoro teatrale nell’opera ingenua
dell’abbandono
il cui fraseggio esilia
nell’aria decadente due preghiere fumose
all’altare della poesia.

[ Dedicata a S.C.
futuro collega
che mi ha soprannominata Ermengarda
con affetto e simpatia ]

Metacanto

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Ho passato circa un anno e mezzo, più o meno, a scrivere le poesie contenute in questo libro, per quanto la maggior parte di esse sia nata tra marzo e giugno di quest’anno. Sono emozionata.

Ringrazio, senza fare nomi, chi mi è stato vicino e mi ha incoraggiata costantemente, testardamente. Ringrazio i miei lettori, di cuore. Con un sorriso, l’ennesimo ma diseguale, per ora mi congedo.