Fare l’amore

Dopo aver levato le tende.

È una legatura musicale che lascia in bocca gusto retrò. S’aprano danze, in ordine di tempo lunatico, centrifugato con la mutanda del verbo. Per iniziare, l’antipasto: Etta James, At last. Il primo piatto è un assaggio veloce di Strangers in the night, Frank Sinatra. Secondo e contorno a scelta. Dolce, la voce che fa scintillare I put a spell on you, Nina Simone. Non trangugiare alcolici, solo il caffè. Diamoci alla pazzia, in ciò che c’entra e non c’entra allo stesso tempo: Think, Aretha Franklin — per concludere, bisogna pensare. Quando divorzieremo, saranno cavoli a merenda che non centreranno molto il punto: You can’t rule me, Lucinda Williams. A sogno finito, ti cade in testa a martello la mela di Isaac Newton: L’ora del blues e Clarinetto jazz. L’incubo inizia ora.


L’incubo prima di svegliarsi

At last, Etta James

Strangers in the night, Frank Sinatra

I put a spell on you, Nina Simone

Think, Aretha Franklin

You can’t rule me, Lucinda Williams

« Levo le tende, così torna il sole. »

IRENE RAPELLI

Chi vuole un regalo?

Dettaglio di ritratto postumo di Mozart.

No, non parlo di uno dei terrificanti ebook gratuiti. Parlo dell’ultima ossessione della mia fragile grezza mente. Mozart e il suo Don Giovanni: l’Ouverture, precisamente, una esecuzione mirabile diretta a suo tempo dal mitico Carlo Maria Giulini. Non mi ripeto sul magnifico Lorenzo da Ponte solo perché nel pezzo d’apertura della mia opera prediletta non c’è voce e perché l’ho già sfruttato sottopagato in una poesia. Apri il tuo regalo: dura fino a mezzanotte, perde i tacchi a spillo di cristallo, forse. Fa’ l’amore con la pazzia e ti amerò per sempre, come un fantasma tremebondo.

Il regalo

Mozart, Don Giovanni, Ouverture

« It’s not a happy ending. It’s a happy beginning. »

SOMEONE

Torno e mi ripresento

« Vado a cercare la bellezza, perché non so dove l’ho messa. »

Come si è notato, sono di nuovo attiva, paraponziponzipò. Ringraziando chi mi ha attesa non per finta, ripropongo una serie di domande a cui rispondere che circolano in rete, trovate in un altro blog.

Qual è lo scopo del tuo blog?

Nessuno, che bello! Davvero. La nota felice è aver incontrato le penne virtuali di persone con cui condividere ritagli e interessi.

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Torno dopo l’estate

Ohibò, mi prendo una pausa. Sto letteralmente e letterariamente annegando nelle scartoffie dell’università, vale a dire libri, libri e ancora libri: pile chilometriche.

Non sarò del tutto assente. Risponderò a commenti, messaggi privati, email e girerò, a volte, nei blog altrui, se la mia luna lo consentirà.

Quindi: a presto (più o meno).